GREEN MARKETING RETAIL, LA SOSTENIBILITA’ PARTE DAI NEGOZI

Per accrescere la propria visibilità, diversi brand hanno messo punto strategie di vendita volte al rispetto dell’ambiente e all’uso responsabile delle risorse. Prima che sul web o sui social-network, l’attività di green marketing parte dai negozi dove c’è il contatto diretto con i clienti

Oggi le coscienze si stanno sempre più sensibilizzando ai temi ambientali e anche il mondo del commercio ne ha risentito, con tante aziende che hanno attuato strategie di green-marketing per catturare i consumatori attenti all’uso responsabile delle risorse. Anche nella vendita al dettaglio è possibile mettere in atto metodi efficaci per esaltare l’animo green dei prodotti.

Un esempio è Ikea, la celebre multinazionale di arredamento, che proprio dai suoi punti vendita lancia soluzioni creative per comunicare la propria sostenibilità come l’adozione di energie rinnovabili  e il riciclaggio dei rifiuti. Le strategie di green marketing vanno bene anche per piccoli e medi negozi, magari sfruttando le potenzialità di internet e dei social-network.

LA CRESCENTE SENSIBILITA’ GREEN DEI CONSUMATORI

Il green marketing nasce dal bisogno di intercettare le preferenze dei consumatori attenti al futuro del pianeta, e che ultimamente sono cresciuti. Problemi come il surriscaldamento climatico o l’inquinamento atmosferico sono assai sentiti e sempre più persone hanno cambiato le vecchie abitudini per nuove e  più responsabili come la raccolta differenziata, la riduzione degli sprechi idrici e i controlli dei consumi energetici. Insomma una presa di coscienza che si è ripercossa anche nel commercio.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy gli acquisti green degli italiani sono cresciuti sono tutti gli aspetti. I prodotti con il claim come “100% naturale”, “filiera” o “biologico”,  sono 5,7% rispetto allo scorso anno, con un valore totale di 2,2 miliardi di euro. La crescita ha interessato anche il settore del packaging. Quasi la metà degli italiani dice di aver smesso di acquistare prodotti che presentano un eccesso di imballaggi, il 22% dice di aver sensibilmente ridotto l’acquisto di quelli con packaging in plastica e il 23% si indirizza sempre di più verso i prodotti sfusi.

In aumento anche i consumatori che quando fanno un acquisto controllano il tipo di materiale e le caratteristiche ecologiche del pack, preferendo quelli biodegradabili, riciclabili o tali da poter essere facilmente riutilizzati.

I BRAND CHE SI SONO DISTINTI

Fra i marchi  internazionali c’è chi ha fatto dell’ecologia la propria bandiera. Dalla sua fondazione a oggi, Ikea ha promosso la propria vision ambientale attraverso servizi ad hoc per i propri clienti e adesioni a campagne di sensibilizzazione (molte in collaborazione con li Wwf) . L’impegno si nota anche nei punti vendita, dove i clienti hanno la possibilità di verificare la responsabilità ambientale del marchio. Da diversi anni esiste lo Sportello ambiente, a cui è possibile chiedere gratuitamente suggerimenti su come aumentare l’efficienza domestica e ridurre i costi, nonché informazioni su pannelli solari, energie rinnovabili e tecnologie eco–friendly.  La multinazionale ha tenuto conto anche ai più piccoli, con laboratori dove bambini e ragazzi possono piantare verdure, cucinare con prodotti naturali e realizzare oggetti con materiali riciclati (soprattutto nei periodi delle vacanze di Natale e Pasqua).  Da alcuni anni nei negozi è presente L’angolo delle occasioni, uno spazio con  delle soluzioni economiche per il riutilizzo di merce consumata (seppur ancora conforme) o in esubero in modo da avvicinare i clienti con meno possibilità ed esigenze alla possibilità di riutilizzare prodotti da riciclare.

Anche il mondo della moda si sta impegnando a ridurre l’impatto ambientale della produzione. Di recente H&M ha messo a punto l’iniziativa H&M Consious, una linea di capi realizzati con materiali sostenibili, come cotone biologico o poliestere riciclato, e che nei negozi sono contrassegnati con un’etichetta verde.  Falconeri, marchio specializzato in maglieria del gruppo Calzedonia, ha lanciato la campagna ReGeneration Cashemere che premia con un buono da spendere in negozio chi porta un vecchio capo. Insomma dei sistemi di valorizzazione dello scarto in cui il cliente è al centro.

I SEGRETI PER UNA STRATEGIA VINCENTE DI GREEN MARKETING

Multinazionali, franchising o negozi indipendenti. Il green marketing è adatto a tutti i generi di vendita al dettaglio.

Il primo passo è quello di enfatizzare la cultura ecologica del proprio marchio, costruendo un’immagine trasparente  e quanto più rispettosa dell’ambiente. Successivamente è opportuno comunicare la sostenibilità ambientale sui social-network, creando hastag coerenti con il proprio messaggio e coinvolgendo anche gli influencer, attori del cambiamento  della nostra società. Se necessario si può ricorrere anche ai video che, rispetto ai messaggi di testo, sono più efficaci per ogni pubblico di destinazione.

Oltre che raccontare le buone pratiche, una strategia di green marketing deve tenere conto anche dell’aspetto sociale. Può risultare utile avere buone relazioni con la comunità locale e coinvolgere persone chiave e organizzazioni per comunicare i propri sforzi ecologici. Ad esempio sponsorizzando eventi per la promozione territoriale , lanciando iniziative rispettose dell’ambiente con l’aiuto delle istituzioni o organizzando dibattiti sull’economia circolare.  In questo modo si rafforzerà l’identità sostenibile del marchio e aumenterà la credibilità verso il proprio target di riferimento.

A cura di Matteo Melani

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